lunedì 23 maggio 2011

Martedì 24 e mercoledì 25 maggio, al teatro Augusteo di Napoli Stefano Bollani col il suo omaggio a Gershwin. Special guest Maria Pia De Vito

Martedì 24 e mercoledì 25 maggio, doppio concerto al teatro Augusteo di Napoli di Stefano Bollani col il suo omaggio a Gershwin. Special guest Maria Pia De Vito

Biglietti a ruba, tant’è che gli organizzatori hanno dovuto aggiungere un’altra data, per il ritorno a Napoli del pianista Stefano Bollani atteso in concerto martedì 24 e mercoledì 25 maggio al teatro Augusteo (biglietti disponibili solo per il 25 al costo di 20 e 30 euro, info e prevendita: 081414243) col il suo particolarissimo omaggio in piano solo a George Gershwin. “Nutro un grande amore per il compositore americano – afferma Bollani – Le sue melodie sono gioiose, per poi scoprire che anche armonicamente è un colosso”.

Questo concerto è figlio del progetto artistico nato col grande direttore d’orchestra Riccardo Chailly, uno straordinario incontro al vertice fra classica e jazz che ha germinato una tournèe e un cd in vetta alle classifiche di mezzo mondo. Progetto che certifica il momento d’oro per il trentottenne pianista che, in una rapida quanto folgorante carriera, ha conquistato prestigiosi premi, un successo di pubblico da rockstar (è l’unico musicista jazz italiano ad avere un suo Fan club) e, ora, anche la stima e l’amicizia di un celebrato maestro. Ed è un gran bel momento anche per la musica, capace di mescolare generi e personalità differentemente grandi. E, per Bollani, la consacrazione (anche) come musicista classico. «La vita è l’arte dell’incontro» diceva il poeta e musicista brasiliano Vinicius de Moraes. Anche la musica.

Chailly e Bollani si erano incontrati due estati fa, a un concerto del jazzista a Rapallo. «Non sono un cultore del jazz – solo perché non ho tempo di ascoltarlo – ma ero incuriosito da questo musicista del quale si dicevano grandi cose. Era un concerto di piano solo e rimasi molto colpito dal suo modo di fare musica: un pianismo virtuoso ma corredato da una profonda cultura armonica e una tecnica da Conservatorio». Così Chailly pensò a lui quando decise di tornare a Gershwin (che aveva già affrontato trent’anni prima con la Cleveland Orchestra) perché «come Schönberg , anche Gershwin richiede una tecnica funambolica». Ma anche perché Bollani è un jazzista, e il jazz ha in Gershwin un padre fondatore. L’incontro fra i due musicisti è stato estremamente felice, sia dal punto di vista artistico che da quello umano. Bollani è un simpatico burlone, lo sa bene chi l’ha conosciuto alla radio nella fortunata trasmissione Dottor Djembè o in televisione con Renzo Arbore o nei concerti, dove duetta comicamente con i partner (uno fra tutti: il trombettista Enrico Rava) quando non si presta a reinterpretare in irresistibili medley i brani scelti dagli spettatori.

Oltre alla Rhapsody in blue, il disco contiene il Concerto in Fa, con cui Gershwin si cimentò in una forma compositiva più classica («Un’opera che, per grandezza e difficoltà, è paragonabile a Srtrawinskij, dice Chailly») passando per la suite Catfish Row (da Porgy and Bess), dove tutti riconosceranno temi immortali come Summertime. In coda, una chicca: Rialto Ripples, un ragtime scritto da un Gershwin appena diciottenne, soffuso di una palpabile allegria. Si devono essere divertiti, e parecchio, gli austeri orchestrali della Gewandhaus a lavorare con quella strana coppia di musicisti, il grande direttore d’orchestra e l’impertinente pianista jazz, ma mantenendo l’aplomb degno della loro fama e tradizione: si sente solo un brusio quando, alla fine dell’ultimo brano, Chailly saluta prima l’orchestra («Auf wiedersehen”), poi Bollani («Ciao Stefano, io vado») e quest’ultimo, mentre continua a modulare al piano da solo, libero finalmente dai vincoli della partitura, risponde: «Ciao Riccardo, ah… ordini le linguine anche per me?…».

Questi brani saranno il fulcro del doppio concerto napoletano, arricchito dalla preziosa voce di Maria Pia De Vito, vera ciliegina sulla torta di un concerto che senza tema di smentite e da segnare in rosso nell’agenda degli eventi da non perdere..

 

Nessun commento:

Posta un commento