domenica 12 febbraio 2017

Sparanise. La Marcia per la Vita è stata un successo


(Paolo Mesolella) SPARANISE (Ce). Almeno 400 giovani hanno riempito Piazza Gramsci e Corso Matteotti.  La Marcia per la vita a Sparanise è stata un successo. La Marcia, organizzata dalla parrocchia in occasione della 39esima "Giornata nazionale per la vita", avente come tema "Uomini e donne per la vita nel solco di santa Teresa di Calcutta", ha radunato in Piazza Gramsci e lungo Corso Matteotti almeno 400 persone. Una bella occasione per ribadire, soprattutto ai giovani, la necessità di accogliere, accompagnare e custodire ogni esistenza, in tutti i momenti e in ogni età, dal momento del concepimento al momento doloroso della morte. Alla Marcia per la vita in piazza Gramsci a Sparanise, c'erano almeno quattrocento persone e due testimoni autentici della vita: i parroci don Liberato Laurenza e don Raffaele Farina. Papa Paolo VI, oggi santo, diceva che gli uomini non hanno bisogno di maestri, ma di testimoni e questi due sacerdoti (ma anche le suore) con la loro presenza al corteo hanno dimostrato, di essere dei veri testimoni della vita.
Il corteo, organizzato dalla Parrocchia ha visto oltre alla partecipazione dei parroci e delle suore dell'Istituto Padre Semeria, la presenza di numerosi studenti della scuola Primaria e Secondaria e di diverse associazioni: Rinnovamento dello Spirito, Azione Cattolica, Boy Scuot. Il corteo, dopo il raduno in piazza Gramsci e gli interventi del parroco don Liberato e del Viceparroco don Raffaele, ha attraversato Corso Matteotti e Corso del popolo, fino ad arrivare a Piazza Giovanni XXIII. 
Quello di oggi è stato un corteo che voleva esprimere il suo SI alla vita contro ogni forma di violenza alla dignità dell'uomo e della donna: contro l'aborto, ma anche contro l'eutanasia, le droghe. La legge 194, per esempio, ha causato dalla sua entrata in vigore ad oggi oltre 6 milioni di bambini soppressi con l'aborto nel grembo materno. Legge che ci rende complici di questi delitti in quanto commessi nei nostri ospedali e pagati con i soldi delle nostre tasse. Una legge ingiusta che non ha eliminato la piaga degli aborti clandestini che, solo in Italia, sono oltre 30 mila all'anno. A dimostrazione del fatto che la legalizzazione dell'aborto non ha per nulla sconfitto la piaga della clandestinità, ma ha aggiunto ad essa, un altro male legalizzato. L'aborto, del resto, non è privo di oneri per lo stato se si pensa che è gratis per le donne che devono abortire, ma costa fino a 5 mila euro per i contribuenti.

Salvatore Candalino

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