giovedì 14 aprile 2016

Raffaele Cutillo - Lettera aperta alla mia città, Caserta


Un politico navigato avrebbe detto: non ci sono le condizioni. Per me, invece, è come il risveglio da un sogno, quando di mattina ti sforzi di ricordarne luci, colore e facce o di riannodare il filo della storia. Non sono ancora reimmerso nel reale e posso, quindi, raccontarvene a memoria la frammentazione.
Da una condizione privilegiata (candidato sindaco) ho potuto penetrare la carne viva, conoscere le regole di un sistema consolidato e la vera fame contraccambiata con la moneta e non con le azioni, pesare le anime, giochi di strategie diaboliche, sonnolenza e assenza di nerbo, presunzioni e convincimenti basati sul nulla, specchi di amicizia inconsistenti e conferma di odio. Ma anche entusiasmo e sorrisi, commozioni, lacrime, aspettativa, tensioni e, soprattutto, gli occhi luminosi dei ragazzi.
Ho tentato invano di mettere insieme le parti, quelle strappate all'ingordigia e movimenti, associazioni, brani di politica sana. Ho rinunciato ad accordi che avrebbero fatto gola a chiunque, lasciando divertire sull'onda del sospetto una comunicazione di profilo adeguato a questa politica di infimo livello. Volevo responsabilizzare la città insieme a me ma la risposta a metterci la mia stessa follia è stata di risibile dimensione. Pochi, molto pochi e la democrazia è pur fatta di numeri.
Ciascuno resti pure dove si trova, nella torre d'avorio o nella presunzione di correre da soli.


Non è una resa condizionata ma una oggettiva e razionale verifica di sostanza. Cado in piedi e mi complimento con me stesso.
Grazie a tutti coloro che hanno creduto in me, a chi mi è stato vicino davvero in modo disinteressato, al silenzio dignitoso della mia famiglia, a chi lo ha fatto usando telefono e social networks da qui, dall'Europa e dall'altra parte del mondo, alle parole delicatissime che mi sfioravano le labbra.
Il mio impegno resta, comunque, a disposizione di questa bella città martoriata da indolenza e pezzi di ignoranza.
Raffaele Cutillo, ex candidato a sindaco.
P.S. Nel mio curriculum vitae inseriro' anche io, finalmente, l'appellativo 'ex' nel significato di dismissione.

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