lunedì 6 marzo 2017

Isa Danieli e Lello Arena in 'Sogno di una notte di mezza estate' di Ruggero Cappuccio, al Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta Venerdì 10 marzo


Da venerdì 10 a domenica 12 marzo 2017
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
(feriali ore 20.45, domenica ore 18.00)
info 0823444051 
Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Officine Culturali della Regione Lazio Bon Voyage, Festival Teatrale di Borgio Verezzi e Civit'Arte 2015
presentano 
Isa Danieli e Lello Arena in 
Sogno di una notte di mezza estate
di Ruggero Cappuccio
liberamente ispirato all'opera di William Shakespeare 
con Fabrizio Vona
e Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella Pugliese, Antonella Romano
costumi Annamaria Morelli, scene Luigi Ferrigno
musiche Massimiliano Sacchi, burattini Selvaggia Filippini
regia Claudio Di Palma
personaggi e interpreti
Titania, Isa Danieli
Oberon, Lello Arena
Puck, Fabrizio Vona
Lisandro/Elfo Onorato, Renato De Simone
Demetrio/Elfo Salvatore, Enzo Mirone
Elena/Elfo Annunziata, Rossella Pugliese
Ermia/Elfo Concezione, Antonella Romano


Sabato 11 marzo alle ore 18.30, sempre al Teatro Comunale di Caserta, Isa Danieli e Lello Arena saranno ospiti del ciclo di incontri "Salotto a Teatro", condotti dalla giornalista Beatrice Crisci.

Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini.
I due, come schegge di dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani.
Le loro parole/note contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative, reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano.
Tra fedeltà ed irriverenza, la scrittura di Cappuccio riorchestra il "Sogno" per cercare ulteriori rifrangenze all'incanto musicale della lingua shakespeariana. La regia e la scena ne assecondano la lettura trasformandosi, per amplificarne il suono, in una sorta di grande, onirico e vagamente circense carillon.


Ufficio stampa per Teatro Pubblico Campano

Raimondo Adamo 

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