sabato 30 aprile 2011

Arts, arti visive per lEuropa 2011 - Mostra d'arte di Enzo Angiuoni - Palazzo Veccia

Caserta - Dopo le prime edizioni del 2009 dal titolo "Artisti dell'area del Mediterraneo" e del 2010 intitolata "Artisti della Mitteleuropa e dell'Area del Mediterraneo", la III edizione della mostra-tour "Arts, arti visive per l'Europa 2011", ideata e diretta dal M° Enzo Angiuoni, proveniente dal lusinghiero successo già riscontrato ad Ascoli Piceno, Taranto, Avellino, Pordenone, Cosenza e Udine, propone le opere di un gruppo di artisti proveniente prevalentemente dall'Italia, anche se non mancano presenze straniere.

L'esposizione rientra in un tour di eventi, che coinvolgono siti istituzionali di rilievo in tutta l'Italia con alcune <puntate> in Europa; per la serie di mostre, promosse dall'Associazione culturale d'arte contemporanea ArtEuropa e dall'Associazione Culturale Ars Supra Partes in collaborazione con la Pro Loco di Caserta, è stato edito un catalogo con tavole a colori delle opere e testi critici di Lucia Basile, Massimo Pasqualone e Carlo Roberto Sciascia.

Ad accogliere le oepre sarà lo splendido scenario dell'atrio e del cortile dello storico (1789) Palazzo Veccia,  gentilmente messo a disposizione dall'ing. Giovanni Della Valle e dalla prof. Rosa Campanile.

 

"Al termine del secondo <tour artistico>, – ha spiegato il M° Angiuoni - che ha proposto tanti artisti non solo dell'area del mediterraneo, ma anche della Mitteleuropa, lasciando in tante città e luoghi istituzionali la traccia indelebile rappresentata da un prestigioso catalogo a colori, mi sono stati rivolti insistenti inviti a ripetere l'esperienza del biennio 2009/2010 con una nuova <avventura> meravigliosa. La realizzazione di un terzo catalogo prosegue, inoltre, nell'opera di <storicizzare> non solo l'operazione dandole maggiore prestigio e visibilità, quanto nella determinazione di punti di riferimento di critica sicuri per il lavoro di tanti artisti, partecipanti e non agli eventi, contribuendo a precisare l'evoluzione significativa dell'arte – come afferma l'amico Sciascia - <al di fuori del sistema dell'arte>".

 

Nel suo testo critico in catalogo, intitolato "Lavoro e dedizione" il critico d'Arte Carlo Roberto Sciascia ha affermato: "L'Arte, fin dai suoi primordi, è stata lo strumento a disposizione dell'uomo per comunicare con la/le divinità, rivelarne i messaggi rendendoli accepibili, rappresentarne i vari aspetti divini e la stessa <umanità>. Con la Rivoluzione Francese ed il prevalere della ragione illuministica, dell'ateismo materialistico e del consumismo imperante progressivamente l'arte ha assunto valenze nuove, interessandosi specialmente del sociale e, ahimè, della politica, ed appare pervasa di elementi concettuali, ideologici, filosofici che la rendono un prodotto non immediatamente riconoscibile per differenza strutturale e formale, di difficile collocazione. In particolare dopo la Seconda Guerra Mondiale l'Arte ha subito una radicale rivoluzione in quanto il mondo culturale è stato dominato da una frangia politica che, non riconoscendosi nel Cristianesimo e nella sua visione del mondo ricca di scomodi richiami ai concetti universali che hanno impregnato la vita dell'umanità, ha progressivamente abbandonato il <fare arte> classico per percorrere nuove vie spesso sterili e/o lontane dalla stessa funzione caratteristica dell'arte figurativa.

La crisi dell'uomo è dunque essenzialmente epistemologica e conoscitiva, ovvero relativa alla perdita degli strumenti gnoseologici ed interpretativi assoluti, di punti di riferimento univoci, di concetti di senso completi e globali; la complessità è nell'occhio di chi la guarda … ma ciò non cambia la realtà che è guardata. Epistemologi, sociologi, filosofi e psicologi, però, sulla scorta di riflessioni filosofiche, hanno cominciato a tracciare un modello di conoscenza non trascendente ma immanente al reale che, descrivendo e scoprendo quest'ultimo, non fa altro che descrivere e produrre se stesso. Sussiste una certa difficoltà di contenuto della comunicazione, riscontro sentimentale della intima sensazione di solitudine, di isolamento dal mondo esterno o, comunque, di un problematico rapporto con la realtà stessa, di inesauribile inquietudine.

Nel campo della ricerca artistica attuale si è attuato un passaggio dall'idea originariamente romantica e moderna dell'arte, intesa come luogo di valenza qualitativa rispetto all'universo banale e identificato nella quotidianità, alla scelta post moderna di un'arte che sia luogo di incrocio transdisciplinare nell'elaborazione delle forme e dei colori, soggetto ai "concetti" e ad una nuova idea di "progettualità"; le immagini, ottenute secondo il linguaggio di un immaginario individuale, pongono l'artista in conflitto con un'espressività collettiva, e ciò determina una perenne conflittualità per cui ogni immagine è considerata appartenente ad una <famiglia> di apparizioni nemiche, difficili da controllare e/o da isolare.

Negli ultimi del secondo millennio, l'Arte ha subito una radicale rivoluzione e si è avviata verso mete effimere e di breve durata, in grado di lasciare traccia di sé soltanto nei musei retti da personaggi ben inseriti in quello che è stato definito il "sistema dell'arte". Contro questa <supremazia>, imposta da critici, galleristi e persino uomini politici, capace di <uccidere> l'arte muovendosi con vuote logiche commerciali spesso subdole, tanti artisti stanno cercando, senza preconcetti e pretese di superiorità, di trovare spazi per la loro affermazione e ambiti nei quali farsi conoscere.

La soluzione alle problematiche contemporanee è arrivare a considerare, nello spazio metalinguistico dell'arte, lo spazio pittorico quale <spazio spirituale>, disciplinato da un ordine interiore posto in essere a somiglianza del Soprannaturale; se, invece, si preferisce passare dall'immagine della realtà, scoperta e descritta razionalmente dal linguaggio matematico e scientifico, all'immagine di una realtà inventata dal pensiero, inevitabilmente si finisce con il ritornare ad una realtà superiore e metafisica, della quale non si trova una spiegazione soddisfacente nel materialismo.

"Nessuno meglio di voi artisti, geniali costruttori di bellezza, può intuire qualcosa del pathos con cui Dio, all'alba della creazione, guardò l'opera delle sue mani. … Dio ha chiamato l'uomo, trasmettendogli il compito di essere artefice … Il tema della bellezza è qualificante per un discorso sull'arte … La bellezza è in un certo senso l'espressione visibile del bene, come il bene è la condizione metafisica della bellezza (i greci affermavano che l'uomo doveva essere <kalos kai agatos>, cioè bello e buono) … Un artista consapevole di dover operare senza lasciarsi dominare dalla ricerca di gloria fatua o dalla smania di una facile popolarità, ed ancor meno dal calcolo di un possibile profitto personale. C'è dunque un'etica, anzi una spiritualità del servizio artistico, che a suo modo contribuisce alla vita e alla rinascita di un popolo". È proprio Papa Giovanni Paolo II a descrivere la figura dell'artista, affermando, poi, nella sua lettera agli artisti che "Chiesa (ed in fondo tuta l'umanità) bisogno dell'Arte e nella bellezza è la salvezza".

Questo gruppo di artisti, che hanno aderito al progetto di un Arte itinerante che sia al di fuori del <Sistema dell'arte>, postisi al di sopra della massificata superficialità del lavoro in quanto si sentono "homines studium pulchritudinis habentes (uomini dediti alla ricerca della bellezza), agisce con i mezzi tradizionali quali matita, pennello, scalpello, ma anche con quanto altro a loro disposizione dalla moderna tecnologia, per contribuire a proporre opere che nell'espressività, ricca di messaggi e sensazioni, possano offrire all'uomo momenti di serenità, di riflessione, di ammirazione, di consapevolezza, di emozione, di passione, di proiezione nel futuro, di sogno, di speranza, .... Questa Arte presentata, certo non anacronistica ma attuale e valida, fa intravedere la profonda umanità e la sua proiezione verso il trascendente, diventando a volte un assaggio di armonia suprema.

Con questa iniziativa, giunta alla sua terza edizione, Enzo Angiuoni è riuscito non senza difficoltà e problemi, supportato da pochi suoi amici, a creare un circuito artistico per mezzo del quale le opere di tanti artisti possono essere conosciute in Italia ed in Europa. La chiave del successo della sua iniziativa è semplice: dedizione estrema e lavoro".

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