martedì 19 maggio 2015

Un voto alle elezioni regionali contro Renzi, contro la ministra Giannini, contro il PD, contro la loro “buona scuola”

Il processo di distruzione della scuola pubblica continua. Dopo le nefandezze della ministra Moratti Birichetto con il suo portfolio per i bambini di 6 anni, dopo le prove di ignoranza della ministra Gelmini con i suoi tunnel sotterranei dal Gran Sasso alla Svizzera, dopo l'insipienza della ministra Carrozza, ci è toccata l'algida e arrogante ministra Giannini che apostrofa una motivata protesta di insegnanti come squadrismo.
La "buona scuola" della Giannini è quella della esclusione, della concorrenza, dell'individualismo, della produzione di scarti umani. Corrisponde ad un modello di società dove solidarietà e cooperazione sono parole e idee proibite! Per la Giannini, che non è mai entrata in un'aula delle nostre scuole, gli studenti sono solo oggetti da costipare in classi numerose, da valutare, da pesare e da avviare alla produzione per sostenere la crescita.
Non la crescita di coscienza civica, di comprensione del mondo, di etica personale e pubblica, ma una crescita meramente economica, una crescita di numeri del Prodotto Interno Lordo come se questo rendesse più felice la vita e formasse cittadini liberi e consapevoli. La "buona scuola" pretende di continuare la trasformazione della Scuola in una azienda, dove vale il principio della produzione e della trasmissione e non quello della condivisione e della comunicazione. Così il regime della concorrenza tipico del mercato si impone anche alle Scuole pubbliche, nelle quali finanziatori privati faranno pesare i propri contributi accentuando il distacco, già 
intollerabile, tra scuole del privilegio e scuole disagiate e ghettizzate. 
E gli insegnanti? Dopo anni di mortificazioni economiche, di irrilevanza sociale sono ridotti a gareggiare tra loro per ottenere gli "scatti di competenza" per aumentare il loro misero stipendio. 
Scatti non per tutti ma solo per alcuni. Non basterà fare con competenza e dedizione il proprio dovere di insegnare e studiare, saranno premiati quelli che faranno attività supplementari e che potranno comprare inutili e costosissimi corsi di formazione e qualificazione. Anche la libertà di insegnamento sancita dall'art. 33 della Costituzione verrà cancellata da esigenze di "scatti di competenza" e dal regime della concorrenza. 
Ma i progetti distruttivi non finiscono qui: il PD ha anche in serbo la cancellazione della scuola d'infanzia accorpandola ad una fumosa funzione parcheggio 0-6 anni che la mette insieme ai nidi come previsto da una proposta di legge si alcune senatrici e senatori PD. 
Votare per Sinistra al Lavoro per la Campania è un voto di protesta e un voto di proposta. Non lasciamo soli gli insegnanti, non condanniamo gli studenti alla competizione della scuola azienda, difendiamo la Scuola Pubblica e la dignità della fondamentale figura professionale dell'insegnante.

Sergio Tanzarella

IL 31 MAGGIO ALLE ELEZIONI REGIONALI VOTA SERGIO TANZARELLA

Paolo Russo
http://www.sergiotanzarella.it



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