martedì 24 novembre 2015

Luca De Filippo in 'Non ti pago' di Eduardo De Filippo, al Teatro Ricciardi di Capua Giovedì 26 novembre

Giovedì 26 novembre, ore 21.00
Teatro Ricciardi di Capua 
La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo
presenta 
 Non ti pago
di Eduardo De Filippo 
con (in ordine di apparizione) 
Carolina Rosi, Viola Forestiero, Nicola Di Pinto,
Federica Altamura, Andrea Cioffi, Gianfelice Imparato,
Massimo De Matteo, Carmen Annibale, Paola Fulciniti,
Gianni Cannavacciuolo, Giovanni Allocca 
regia Luca De Filippo

scene Gianmaurizio Fercioni
costumi Silvia Polidori
musiche Nicola Piovani
luci Stefano Stacchini
aiuto regia  Norma Martelli
aiuto scene  Olivia Fercioni
aiuto costumi  Pina Sorrentino


Continuando il lavoro di approfondimento sulla drammaturgia di Eduardo, a partire da ottobre 2015, la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo propone Non ti pago, commedia tra le più brillanti del repertorio eduardiano che lo stesso grande drammaturgo napoletano ha definito "una commedia molto comica che secondo me è la più tragica che io abbia mai scritto".
Con Non ti pago la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo porta avanti un percorso specificatamente tematico, preceduto nella stagione 2013/2014 dall'allestimento di Sogno di una notte di mezza sbronza, che ne costituisce il prologo naturale.
La commedia parla di sogni, vincite al lotto, superstizioni e credenze popolari di un'umanità dolente e sfaccendata, che nella cruda realtà quotidiana, fatta di paure, angosce e miseria, non rinuncia però alla speranza, all'illusione, all'ingenua attesa di un colpo di fortuna che determini un futuro migliore.

Il protagonista Ferdinando Quagliuolo, è personaggio ambiguo e surreale, che vive tra sogno e realtà. Gestore di un botteghino del lotto a Napoli è un accanito giocatore eccezionalmente sfortunato.
Al contrario un suo impiegato Mario Bertolini, suo futuro genero, interpretando i sogni, colleziona vincite su vincite e addirittura un giorno gli capita di vincere una ricca quaterna di quattro milioni delle vecchie lire datagli in sogno proprio dal defunto padre del suo datore di lavoro.
Accecato da una feroce invidia Don Ferdinando si rifiuta di pagargli la vincita e rivendica il diritto di incassare la somma per se. Egli sostiene che lo spirito di suo padre avrebbe commesso un involontario scambio di persona recandosi per errore nella vecchia abitazione della famiglia Quagliuolo dove ora risiede il giovane Bertolini.
La commedia si sviluppa intorno ai vari tentativi di Ferdinando di appropriarsi del biglietto vincente con esasperate contese, dispute surreali e grottesche maledizioni.
  
Ufficio stampa per Teatro Pubblico Campano
Raimondo Adamo

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