domenica 20 marzo 2011

Speranza per Caserta e la caserma Sacchi - Lasciamola alla propria destinazione ufficiale -

La gestione delle risorse in un comune sull'orlo del dissesto come Caserta non è questione di poco conto. La difficoltà di trovare soluzioni in mancanza di tante alternative è scelta non facile e in questi tempi di crisi tutti siamo chiamati a fare i conti con i nostri portafogli. La difficoltà principale in questa situazione è quella di saper scegliere la voce su cui risparmiare, l'ambito, il settore da sacrificare. In questo momento di decisione c'è bisogno di grande oculatezza e lungimiranza, perché c'è necessariamente bisogno di conoscere il punto di arrivo, la destinazione da dare ai pochi soldi che ci si ritrova in cassa.

Se voglio che mio figlio studi, non comprerò un'automobile con quei soldi ovviamente, così pure se ho destinato una stanza della mia piccola abitazione per ospitare una persona di famiglia, quella stanza non la utilizzerò come sgabuzzino.

In relazione alla caserma Sacchi e alla destinazione che l'amministrazione commissariata ne vorrebbe dare, il Prefetto Mattei si trova nella delicata condizione di chi ha sì l'obbligo di cercare il risparmio, ma allo stesso tempo non ha la responsabilità sul futuro assetto e volto che invece la politica, con le prossime elezioni, deve dare alla città di Caserta. Per riprendere gli esempi di prima, deve prendere decisioni importanti, limitare le spese, ma senza avere figli da promettere allo studio o parenti da ospitare.

Trasferire gli uffici comunali nelle proprietà del comune consentirebbe sicuramente di ridurre il costo del fitto, ma adibire un edificio come la caserma Sacchi per un uso diverso da quello ufficiale solo per risparmiare significherebbe vincolare i soldi per gli studi o per la cura di un figlio. Significherebbe condizionare l'intero panorama cittadino che vede nella caserma Sacchi un centro di attività artistiche, sociali, culturali e di associazionismo impensabile da destinare ad altro uso. Una scelta del genere rischia di azzoppare la già malferma possibilità di crescita di Caserta. Si deve risparmiare questo è chiaro, ma non lo si può fare a danno dello sviluppo futuro della città. Sviluppo la cui responsabilità è prettamente politica e sarà del futuro sindaco di questa città­. Perciò Signor Prefetto, non si prenda questa responsabilità. Per troppo tempo anche i tagli del governo nazionale hanno riguardato ed interessato prima di tutto il mondo della cultura, della scuola, dello stato sociale. Preghiamo l'Illustrissimo Commissario di non trasferire questa logica anche nella nostra città, di lasciare alla caserma Sacchi la propria destinazione ufficiale, anzi di accelerare se può il percorso di coinvolgimento del mondo culturale ed associazionistico intorno alla caserma che potrebbe rivelarsi immediatamente anche un volano di economia, non sprecarlo per uffici che potrebbero essere ubicati altrove.

Il fare sociale è fare cultura, il fare cultura è fare anche economia. Speranza per Caserta promuove questo modello di sviluppo e si impegna a confermare la necessità di lasciare la caserma Sacchi nelle preziose mani della cultura e del sociale.

 

Marco Rossi

Addetto stampa Speranza per Caserta

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